di Marco Ruggi

Arrivederci Presidente!

Mi avvicinai alla professione di perito assicurativo incendio nell’anno 1989 per opportunità a seguito dell’attività svolta dal mio studio tecnico per il ramo grandine. Cominciai quindi da autodidatta, in una provincia quella di Novara, in seguito spaccata in due per l’avvento della nuova Verbano Cusio Ossola, economicamente e strategicamente importante ma non certo foriera di realtà peritali come le vicine Milano e Torino. Ambrosiani e Sabaudi risultavano essere gli incursori professionali sul territorio novarese e gli incontri confronti non permettevano grandi apprendimenti. Il perito metropolitano in quegli anni  si dava tono e vantava la propria competenza, le conoscenze nelle direzioni delle Compagnie e non di meno l’appartenenza di lignaggio a questa o quella Associazione peritale. Per farla breve, deteneva il verbo e per apprendere la professione peritale od eri figlio d’arte o dovevi andare a fare il collaboratore. Io, che non avevo la fortuna del primo e neppure volevo adattarmi a quella del  secondo, essendo per parte mia già concluso il periodo da dipendente, ebbi a  sudare parecchio per imparare. Successe, nel 1995, prima ancora di aver aderito ad una associazione peritale, che ricevetti una copia della rivista l’Osservatorio di Assit e da allora a seguire una al mese. Ne rimasi affascinato. Me ne innamorai come un bimbo per la prima bicicletta.  D’altro canto in provincia null’altro potevi trovare se ardevi di acculturarti  per la professione del perito. Rivista piena di articoli tecnici scritti da periti ed assicuratori. Una fonte di informazione e di studio che ricordo attendevo con grande curiosità ogni mese. Una concreta opportunità per un perito provinciale lontano dai centri metropolitani del sapere. Ogni articolo della rivista era pure contraddistinto da una foto formato tessera dello scrittore e questo contribuiva a  conoscere i volti di riferimento  del settore peritale assicurativo. Allora non esisteva internet e per avere idea dei connotati di una persona o la incontravi o ti dovevi fare inviare una fotografia, ovviamente che ti avrebbe consegnato il portalettere. Abbinamento articolo e foto per quei tempi già rappresentava una forte intuizione comunicativa, peraltro adottata poi da riviste e quotidiani di ben altra tiratura. La rivista Osservatorio Tecnico delle Assicurazioni ideata da Alvaro Lanteri fu una vera intuizione di innovazione informativa, formativa e comunicativa. Lanteri con la rivista di Assit riuscì a divulgare la cultura assicurativa in anni in cui il sapere veniva gelosamente custodito.

Mi chiamò più volte, Alvaro, per invitarmi ad iscrivermi in Assit la più giovane associazione da Lui stesso voluta. Alla fine, rifiutato da Aipai, approdai in Anpaird e solo più tardi giunsi  in Assit, riconoscendole il merito di valorizzare le società peritali,  nonché la più innovativa fra tutte nella sua giovinezza. Lanteri, un perito certamente, ma forse più giornalista divulgatore ed associazionista. Un collega che ha fatto veramente tanto per la categoria peritale, rappresentando e tutelando il perito attraverso l’associazionismo. Erano anni in cui le associazioni avevano una rilevanza maggiore all’odierna e pure i periti trovavano nella formula associativa il loro riferimento. Anni lavorativi più semplici, ancora favorevoli per la libera professione, che permettevano agli autodidatti come me di osare nel mercato.  Lanteri voleva bene alla sua categoria; a differenza di altri suoi illustri colleghi riusciva a superare l’individualismo personale, cancro del perito, per la collegialità della rappresentanza a prescindere dal “casato” di provenienza del perito. Purchè perito e basta! Un visionario dell’associazionismo se pensiamo che nel 2001 al convegno di  Montecatini propose convinto l’associazione unica dei periti incendio. A distanza di quasi vent’anni, purtroppo quanto lui auspicava non si è ancora concretizzato e pensando a quanto avrebbe potuto fare per tutti noi l’associazione unica datata 2001, viene da ricordarlo come “nemo propheta in patria”.  L’Osservatorio Online di oggi, rivista che ha avuto le radici nell’Osservatorio cartaceo, intende continuare a promuovere i pensieri del fondatore Lanteri, ovvero divulgazione, informazione, formazione, cultura, associazionismo, opinione, nell’era  del web. Forse ci sarà meno  da divulgare il sapere, dato che la connessione alla rete ci consente l’accesso immediato alle biblioteche del mondo, tuttavia l’importanza comunicativa per la categoria resta. Grazie al Presidente per averci lasciato in eredità il  bene prezioso della “carta stampata” e del piacere di fare giornalismo. Sono onorato di avere raccolto l’impegno giornalistico del caro Alvaro, esempio  pressochè unico nella storia peritale di perito giornalista divulgatore tecnico scientifico. Ora che per Alvaro è arrivato il giorno del trasferimento, mi viene meglio dirgli arrivederci piuttosto che addio, perché ogni volta che rileggeremo un numero della rivista stampata  dell’Osservatorio Tecnico delle Assicurazioni lo ritroveremo tra noi.