LA SVOLTA! Senza eccedere in enfasi posso asserire che il mese corrente verrà ricordato alle cronache come un “evento catastrofale”. In positivo, beninteso! Quattordici Aprile 2015, un giorno storico per la categoria, dettato dalla nascita della Confederazione  Periti Uniti e per la nomina del collega Assit, Roberto Queirolo, a Vice Presidente Cineas.  Dall’intervista di luglio dell’anno passato ai Presidenti delle Associazioni sono trascorsi mesi di silenzio, tanto che le opinioni raccolte nel periodo presentavano una sorta di rassegnazione verso il nulla concluso. Invece, quasi nel tempo di un lampo tutte le promesse si sono materializzate e le aspettative soddisfatte. Periti Uniti non può essere ritenuta l’arrivo, bensì la partenza di un nuovo corso. Da tempo si profetizzava il momento “periti 2.0” o “periti, il ritorno”, piuttosto che “periti, il riscatto”; tuttavia mi permetto di dire che le affermazioni, quasi fossero un titolo di un film, sono già superate. Il nuovo corso da tanti reclamato, inneggiato, è già in atto da tempo. Come tutti i cambiamenti, la svolta  richiedeva soltanto tempo affinchè  maturasse la consapevolezza di quanto fosse indispensabile unire la categoria.  Bene l’affezione alla propria squadra di calcio (alias associazione), ma il campionato vero, quello che conta, si vince esclusivamente con la Nazionale! La svolta, quella di unire i periti è certamente il vero cambiamento e verso il quale la Confederazione dovrà riservare attenzione nella medesima misura di impegno riservato alle attività promosse verso l’esterno, di comunicazione e coinvolgimento degli Assicuratori a più livelli. Reputo il lavoro di coinvolgimento della base associativa, che Aipai, Assit, Anpre e Collegio Lombardo dovranno fare nel proprio interno, il vero motore per il successo di Periti Uniti. Sono ancora tante le divisioni che si avvertono parlando con periti di differente estrazione e questo non giova al grande impegno che attende il Consiglio di Periti Uniti. La base deve sostenere equilibrata e coesa il lavoro che i vertici si apprestano a svolgere. Questo è certamente il miglior contributo che tutti quanti noi possiamo riservare per il bene della categoria.

Il quattordici all’evento per la  firma dei Presidenti per la nascita di Periti Uniti, un giornalista presente ha chiesto perché la Confederazione se le intenzioni manifestate sono quelle di un’unica entità associativa; perché non subito una sola Associazione? Perché utile un periodo propedeutico di collaborazione: questa la risposta univoca che vale riportare. Certamente veritiera di una necessità legittima, tuttavia ancora quale tentativo di nascondere una realtà scomoda da rappresentare che dal mio punto di vista non favorisce la comunicazione necessaria per la svolta. La verità la conosciamo ed ben nota al nostro mondo: l’eterogeneità di comportamenti e convinzioni professionali porta alla divisione ed alla rivalità. Tutte le associazioni hanno iscritti che per i trasferimenti usano ancora il calesse, altri la mongolfiera i più l’automobile ed alcuni l’elicottero: delle metafore per rappresentare quanto sono differenti gli approcci alla professione nel tempo presente, qui ed ora.

Servirà pure pazienza, poiché probabilmente poco arriverà nel breve periodo mentre è plausibile aspettarsi importanti risultati nel medio e lungo periodo. Non sarà di aiuto neppure attendersi da Periti Uniti un impegno sindacale, poiché sindacato non è, e neppure per quanto dichiarato all’ufficializzazione intende diventarlo. Che senso avrebbe un sindacato di liberi professionisti; che risultato potrebbe mai ottenere nel libero mercato? Il riferimento agli Ordini Professionali ai quali già molti di noi sono iscritti, credo sia il corretto allineamento. La tutela della categoria la si promuove con la migliore comunicazione, organizzando eventi di rilievo e di confronto, esternando  il valore aggiunto che il perito conferisce nella filiera del sinistro. Il nostro importante ruolo attivo deve essere reso noto tanto agli Assicuratori nel caso se ne fossero dimenticato, quanto alle associazioni dei consumatori quali utenti finali che costruiscono il feedback del grado di soddisfazione. La comunicazione serve per reclamare e  vederci riconosciuto l’importante ruolo sociale di perito libero professionista dedicato agli eventi eccezionali, come già per esempio accaduto con il terremoto dell’Abruzzo o come avviene in questo periodo con i danni da bufera che hanno piegato la Toscana.

Un mese, quello di aprile, pregno di novità e  fonte di aspettative.  Come da tempo non avveniva e si dovrà far attenzione a non ricadere nella delusione successiva agli ultimi convegni Ania di Montecatini e Rimini. Molto dipenderà dai periti stessi! Serve crederci. Diventa necessario volere il cambiamento, impegnarsi  a  cavalcarlo e per parte dell’Osservatorio, la rivista dei periti, non trascuriamo l’aspetto motivazionale necessario per superare il guado in cui da troppo tempo è ferma la categoria. Per questo il prossimo convegno Assit organizzato per maggio a Milano Marittima sarà la prima occasione di confronto sulle novità appena riportate. La prima volta della SVOLTA!

                                                                                                                        Marco Ruggi