Di Marco Ruggi.

A poco meno di quindici giorni dall’evento fieristico promosso dalla nostra rivista, raccolgo ancora le domande più naturali e attese, poiché sono le medesime, che a nostra volta, ci siamo posti al momento dell’ideazione. Perché organizzare un evento di due giorni all’interno di Fiera Sicurezza? Ha senso, nel presente di importanti cambiamenti del settore, indurre gli operatori a confrontarsi, in un contesto commerciale come quello di Fiera Sicurezza? Proprio dal settore ultimo della filiera assicurativa, quello dei sinistri, doveva partire una iniziativa tanto rilevante? Riuscirà possibile coinvolgere i tanti rivoli di interesse delle assicurazioni, passando trasversalmente dal ramo danni a quello assuntivo, ed inserendo nel contesto tutto l’indotto? Sarà mai ipotizzabile che tale evento possa aggiungere qualcosa in più, di interessante, a quanto già ripetuto in altri molteplici incontri convegnistici? Ritengo che solo al termine dell’evento avremo risposte certe; per il momento lo spazio rimane solo alle scommesse,  per il “successo!” o per  “l’insuccesso!”.  Sarò un visionario, come più volte mi sento ripetere, a volte con  lusinga, altre per ironia, ma non riesco a vederci altro che potenziali opportunità. Non soltanto per i periti che hanno forse per la prima volta l’occasione vera di farsi vedere e sentire al di fuori dei soliti canonici incontri di rappresentanza, ma per tutti gli operatori che vivono di assicurazione.  Esistono senz’altro più modalità per affrontare un mercato del lavoro che si trasforma. Per estremizzare, una modalità è quella di osservare, nell’immobilismo; mentre l’altra è quella di farsi proattivi, diventando componenti del cambiamento. L’evento in questione offre quest’ultima modalità, la più ad alto rischio, alla stregua di un investimento azionario. Molti osano, credendoci, e si fanno avanti, acquisendo lo stand espositivo o proponendosi quali sponsor di workshop. Una start up!  ITASSICURA è una reale “start up” del settore assicurativo e, come tutte le iniziative nuove, raccoglie, innanzitutto, diffidenza. Pare strano, partire dal sinistro per risalire a ritroso all’assunzione, in un mercato, che parla convinto del servizio al cliente, dimenticando, a volte, che le polizze vengono sottoscritte, in ragione, unica, dell’ipotetico danno. Noi, che abbiamo proposto ITASSICURA siamo convinti che sarà un successo, e se anche lo fosse parzialmente, potremo raccontare di averci provato a tracciare un percorso nuovo, di confronto. Di aver fornito la possibilità a tutti gli operatori del settore di proporre quanto sanno fare, di fare marketing in ambiente idoneo. Già, per parte di molti, pensare di esporre la propria azienda di servizi professionali, in ambito fieristico, è una sorta di eresia. Ma i tempi dicono che è necessario, per la concorrenza che incalza. Avere nuovi contatti, cercare nuovi clienti, tracciare una diversa pianificazione economica, risulta maggiormente semplice, se questo è possibile farlo in contesto relazionale, ad hoc. Quanto realizzato è stato pensato per i periti, in primis, per generare l’opportunità di cui ho fatto cenno; quindi per l’intero comparto assicurativo, per il coinvolgimento del settore. L’insuccesso, per parte nostra sarebbe, non il modesto riscontro di ITASSICURA, per parte degli altri, ma l’insensibilità della categoria peritale, a coglierne il senso.